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15 agosto 2010 7 15 /08 /agosto /2010 10:50

Mi viene da ridere quando penso come i miei concittadini o coloro che passano le vacanze a Terracina (ma anche in altri luoghi d'Italia) trascorrono la notte di Ferragosto, la vigilia, quella da coma etilico contando i granelli di sabbia sulla quale ci si è spalmati alla terza fetta di cocomero.

Mi viene da piangere se penso che pochissimi, forse rari o addirittura nessuno sa cosa cavolo si festeeggi. Soprattutto qui, in questa città, in questi luoghi legati a doppio filo a questa festività tutt'altro che baccanale o cattolicoromana.

E allora mi son detto: "Perché non anticipare un brano del nuovo romanzo che parla proprio di Ferragosto?". Detto fatto, semplici click del mouse, un copia-incolla degno di una cover-band ed eccovi in anteprima planetaria le prime parole de "Il Solitario" il thriller che chiuderà la trilogia di Eduardo Scarpa.

Buona lettura... e non credete sempre a ciò che vi dicono... neanche a ciò che ho scritto io... andate alla ricerca della cosa che più si avvicina alla verità... guardare con i propri occhi è diverso che lasciarsi guidare.

 

 

dal Capitolo 33 Vivi e Morti del romanzo thriller Il Solitario di Massimo Lerose

 

Lenta processione notturna. Come le decine di lucciole che sembrano accompagnarci nel cammino, io e alcuni confratelli stiamo percorrendo al buio il sentiero che ci porterà alla sommità di Monte Leano e da lì, per alcune centinaia di metri in lieve discesa, fino alla statua della Madonna del Lazio, che protegge l’intera pianura e i viaggiatori dell’Appia e della Pontina, le due strade statali che qui si uniscono, scavalcano e intrecciano. Giusto al di sopra della Fonte di Feronia, il primitivo luogo di culto, oggi troppo esposto.

 

− In questa selva abita un dio![1] − mi raccontava nonno Ciccio citando l’Eneide, che parlava proprio di questo posto.

Il bosco è dominato dai predatori notturni e dagli spiriti che trovano pace solo al calar del sole. Il vento fresco sibila e si fa spazio fra la macchia mediterranea, facendo da colonna sonora alla nostra marcia disordinata. Mi ero dimenticato di quanto fosse affascinante e suggestiva questa processione silenziosa, mistica e purificatrice. Non sono dell’umore giusto, ma forse è proprio ciò che mi ci vuole. Fare quello che da più di duemila anni hanno ripetuto migliaia e migliaia di confratelli. Il rito che ci ha resi liberi. 

Quello che oggi si festeggia come Ferragosto altro non è che la festa cattolica della Dormizione e Assunzione al cielo di Maria, che a sua volta, come tutte le feste di Santa Romana Chiesa, è stata depredata dalla pagana festa delle Augustali. L’Imperatore l’aveva ripresa per fini politici dalle più antiche Consualia, cioè la festa dei raccolti e della fine dei lavori agricoli. E indovinate chi era la dea protettrice dei raccolti? La nostra amata dea Feronia, Mater Terrae. Insomma una serie di furti, o prestiti, chiamateli come vi pare!, che ci ricorda che niente è come ce lo vogliono far sembrare.

− Quanto manca? − mi chiede sussurrando un confratello dagli occhi a mandorla e un sorriso giovane di chi è felicissimo di rivolgere la parola proprio a me, il Confratello Maggiore.

− Alla vetta mancano pochi tornanti, − rispondo mantenendo il volume basso e gesticolando come solo un italiano sa fare − una volta su ancora dieci minuti di cammino.

 


 [1] Eneide, Virgilio, VIII, 351352

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Massimo Lerose
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  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."