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25 dicembre 2011 7 25 /12 /dicembre /2011 02:31

A volte basta una scintilla per far scattare il meccanismo scribacchinico.

Stavolta, per dire, è stata una frittella al baccalà.

Anzi, la tradizionale frittella al baccalà che faceva la buonanima di nonna Giovanna, mater matris, calabrese di Villa San Giovanni, stretto che più stretto non si può, come del resto il loro accento impastato fra reggitano e messinese, un po' come le frittelle di lievito di birra e filetti di baccalà, ingredienti separati da un mare di preclusioni ma che all'incontro, magari su un Ferribotte o in una scodella, sposano alla perfezione. Mamma le cucina perché è il suo modo di stare vicino alla sua che non fa il natale con lei da 13 anni. Perché impastare, friggere e vedere quelle frittelle sulla tavola imbandita le ricorda la genitrice che l'aveva proprio fatta con lo stampino! Talis mater talis frittellas.

Insomma, mangio una frittella, anzi due, facciamo tre, e come sparisce il fritto ustionante ("non si mangiano le cose appena sfornate!" "ma sono più buone..." "non si fa e basta!" della serie Cattolici consigli per aspiranti purgatoristi della domenica) e rimane il sapore del baccalà mi viene da scrivere. Il palato è collegato direttamente al cervello, non sto qui a spiegarvelo ché già starete al terzo prosecco. Palato - Cervello, diretto con fermata alla stazione Ricordi. 

Scendo dal treno e mi ritrovo nella bottega del mio barbiere storico. 

Bruno è un Hobbit. E prima che leggessi Il Signore degli Anelli era solo un tipo buffo, con una faccia e una pancia buffa, con un accento buffo (il sonninese, signori miei, nella scala dei dialetti da ridere, in senso buono, è secondo solo al foggiano). Insomma Brun' i' Barbiere, che fuori la sua bottega di Via delle Arene ha la scritta Coiffeur pour homme che da piccolo mi chiedevo perché un sonninese dovesse scrivere in francese e ora che sono grande capisco che fa chic, ma magari non sa neanche che significa chic, Bruno, dicevo, è un personaggio straordinario. Ci sono sempre andato per tradizione. Era quello più vicino a casa, ci andava mio cugino Fabio (che ormai non ha più bisogno del barbiere!), c'aveva i poster del Terracina Calcio, le figurine di Fausto Coppi e pure il calendario con le donne nude. Per un bambino era il paradiso. Calcio e donne. Palloni in tutte le forme.

L'altro ieri l'ho tradito. Ho tradito Bruno. La tradizione.

Sono andato da un nuovo barbiere. Un po' più giovane, un po' più esperto di ricci. Ora voi vi starete sbellicando perché il Prosecco è finito e siete passati al vino bianco. Fatto sta che i ricci sono un cruccio. Soprattuto ora che le stempiature patriarcali stanno facendo i suoi ghirighori sulla testa già di per sé affollata (di che lo decidete voi...).

Sono andato da un altro. Ho tradito Bruno. La tradizione.

Ma Marco si intende di ricci. Marco è il mio nuovo barbiere. Marco sta un po' più lontano da casa, non ha i poster e tantomeno il calendario con le donne nude.

Ma è un vero tradimento? Al massimo potrebbe esserlo verso me stesso, le mie tradizioni. Ma finché i ricordi mi sostengono, sotto quei ricci che Marco ha domato, finalmente, finché i ricordi sono lì a farmi rivedere le mattine estive passate sul seggiolone col poggiapiedi, un lenzuolo di tela bianco a coprire chissà quale delle mie t-shirt e il pennello che mi solleticava il collo quando Bruno mi toglieva i ricci in eccesso, quelli che mi aveva tagliato con tanto amore ma con poca maestria, finché ricordo non tradisco. 

Risalgo sul treno e torno a casa.

Come da tradizione, mentre io ricordavo, Lucio si è finito tutte le frittelle al baccalà.

Mi tocca aspettare il prossimo natale.

Senza tradire aspettative. Tradizionalmente.

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Massimo Lerose
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  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."