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Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!

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Cibarsi delle proprie radici

L'idea, cotta e mangiata, mi è venuta due minuti fa in bagno, mentre le mie mani si insaponavano, per poi pulire loro stesse, la bocca e il viso intero. Lo specchio era lì, a inghiottire questa figura riccioluta che aveva appena finito il pranzo degli avanzi.

Orata al forno con patate (riscaldata). Cirò rosso, Nerello della cantina Senatore annata 2007 (già aperto).
L'associazione d'idee mi spaventa da sempre, ne ho anche parlato in MALARIA in uno dei primi capitoli. E quindi, quando mi capita, spessissimo a dir la verità, rende le mie espressioni, già dienneaisticamente varie ed originali, mutazioni genetiche su un fazzoletto di pochi centimetri quadrati di viso olivastro e ovale, facendomi capire che ho appena scoperto qualcosa di importante.

Orata = mar tirreno = Terracina = Mamma

Nerello = mar jonio = Cirò = Papà


Cibarsi delle proprie radici (perdonate il giochino di parole ma è stato più forte di me!) è fondamentale per la propria esistenza, per far crescere l'albero della vita (perdonate ancora di più l'abusatissimo paragone!), nonostante la pericolosità del cannibalismo.

Cibarsi serve al presente e, in prospettiva, al futuro.

Cibarsi delle proprie radici serve per rinnovare il passato, in una sorta di eucarestia atea.

Buon appetito.

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M
<br /> Cibarsi delle proprie radici serve per rinnovare il passato...<br /> <br /> ... e ritrovare in quel passato i nostri cari<br /> che lavoravano la terra,<br /> che prendevano le navi e affrontavano lunghi viaggi<br /> <br /> ... e rivedere Alì dagli occhi azzurri<br /> uno dei tanti figli dei figli,<br /> <br /> ...<br /> <br /> ... e riconoscere l'uomo dalle larghe narici<br /> che ha vissuto la sofferenza<br /> e, per un macabro gioco di natura,<br /> ha lasciato questa terra...<br /> cedendo il posto a quello più evoluto,<br /> quello che ancora oggi<br /> combatte l'altro uomo...<br /> <br /> <br />
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