Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!
Tratto da APNEA, capitolo XXI,
Dolce Notte - 3
Eravamo in apnea, subacquei dell’amore in un mare limpido che si poteva solo immaginare, odorare, toccare, ma non vedere. Ad occhi chiusi e labbra incollate, avvinghiati l’uno all’altra, ci
buttammo a terra, sul freddo pavimento di maioliche color crema del soggiorno. Le mie orecchie captavano suoni familiari, che mi ricordavano l’infanzia. Dallo stereo provenivano note sensuali e
una voce seducente che mi diceva di essere in paradiso.
- Che… che can… canzone è? - riuscì a chiedere tra una boccata d’ossigeno e l’altra.
- No… non ti pia… non ti piace?
Mentre i nostri corpi rotolavano a terra senza soffrire il freddo, cominciammo a sfilarci i vestiti di dosso, ansiosi e ansanti.
- Sì… mi… mi piace… ma che cos’è?
- Paradise - mi sussurrò la commissario.
Le sfilai il reggiseno come se non avessi mai fatto nient’altro in vita mia.
Rosa era alle prese con i bottoni della mia camicia e, ad ogni asola conquistata, si regalava un bacio sul mio petto glabro.
- Beh… so fa… so fare di meglio!
- Ma no, scemotto! - mi disse quando ormai era in visita nel mio ombelico - La canzone è Paradise… la colonna sonora di Laguna Blu!
Approfittai della posizione favorevole per scioglierle i capelli, raccolti in un fermaglio dai denti giganti e lei approfittò del mio “stato di grazia”, raccolto in uno slip che stava per essere strappato dalla forza dell’amore.
- …bella… scelta…
La chioma leonina aveva invaso stomaco, pancia e pube.
- …un po’… demodè… però…
I boccoli rosso tiziano si trasformarono nelle fiamme dell’inferno, che ondeggiavano su e giù, al ritmo di bianche e spumose onde che, placide, si infrangevano sulla barriera corallina della nostra laguna blu.
Adoro i colori del peccato!