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17 aprile 2010 6 17 /04 /aprile /2010 17:58

Edmond Rostand magari non avrà avuto un naso importante come il suo Cyrano (o come quello di chi vi scrive...) ma aveva naso per la letteratura e diceva le cose papale, papale... o almeno le faceva dire al suo personaggio più famoso.

Fra ieri e oggi, nell'arco di 12 ore, ho fatto quello che più mi rende felice (quella cosa che qualcuno chiama sogno e altri lavoro): spettacolo prima e presentazione del libro poi.

Teatro e letteratura.

Poi, stamattina, il mio collega Antonio Mehiel, preparando uno spettacolo per domani, tira fuori questo monologo dal Cyrano, appunto, e io lo leggo, poi lo interpreto e ancora mi ci specchio e.... quelle parole, quei concetti, quell'aria strafottente contro i potenti... ma anche quel naso... cavolo, sono io!

Importante è ciò che penso, ciò che dico, non il naso che porto!!!

 

 

Orsù che dovrei fare? Andar sotto padrone? Cercarmi un protettore? E come oscura edera che ha l’albero tutore, e s’appoggia arrampicandosi e leccandogli la scorza, potrei salir da furbo, e non invece con forza?

No, grazie.

Dedicare com’usa tradizione dei versi ai finanzieri? Mutarsi in un buffone, sperando di vedere, sul labbro di un ministro, lo spasmo di un sorriso un po’ men che sinistro? No, grazie.

Banchettare ogni giorno da un riccone sotto il suo occhio, saziandosi di rospi? E il ginocchio più prestamente sporco nel punto in cui si flette? Rendermi primatista in dorso – piroette?

No, grazie!

Riconoscere talento ai dozzinali? Plasmarsi su ogni critica che appare sui giornali? E vivere sognando: “Oh, sento già il mio stile percorrere le bozze del Mercurio mensile”? Pubblicare presso un buon editore, pagando, i propri versi?

No, grazie dell’onore!

Fare calcoli? Tremare? Arrovellarsi? Preferire una visita a un paio di versi sparsi? Stendere delle suppliche? O farsi commendare?

Grazie, no. Grazie, no! Grazie, no!!

Ma cantare, sognare, ridere. Splendido. Da solo, in libertà.

Aver l’occhio sicuro, la voce in chiarità.

Mettersi se ti va in sghimbescio il cappello, per un sì, per un no, fare un’ode o fare un duello. Fantasticare, a caccia non di gloria o di fortuna, su un viaggio a cui si pensa, sulla luna!

Nulla che sia farina da scrivere, e poi modestamente dirsi: ragazzo io, tu puoi tenerti pago al frutto, pago al fiore, alla foglia purché nel tuo giardino, nel tuo, ti li raccoglia!

Poi se venga il trionfo, per fortuna o per arte, non dover darne a cesare la più piccola parte, aver tutta la palma della meta compita, e, disdegnando d’essere l’edera parassita, pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto, salir anche non alto, ma salir senza aiuto!

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Massimo Lerose
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  • : Blog di Massimo Lerose
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  • : Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!
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Profilo

  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."