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3 gennaio 2010 7 03 /01 /gennaio /2010 12:40

12.41

L'ora in cui scrivo potrebbe sembrare quella giusta per dire cose sensate, ma l'orario, non tutti lo sanno o ricordano, è una cosa così soggettiva da rendere tutto precario...come le parole che escono dalle mie 4 dita con cui pizzico i tasti...sono andato a dormire alle 5, prendendo sonno alle 6...quindi...l'orario è relativo.
Non è la prima volta che scrivo, in questo nuovo anno...già, nuovo...
ho scritto al Palazzetto dello Sport di Castlenuovo, ho scritto in casa di amici, ho scritto in treno, ho scritto a casa mia...ho scritto...come sempre...obliando il nuovo e rimembrando il vecchio...perché, in fondo, sono la stessa cosa...
un giorno tecnicamente è uguale all'altro.
24 ore
1440 minuti
86400 secondi
ma un giorno è uguale all'altro anche visivamente.
il sole nasce e muore, anche se non c'è, coperto da nubi, nuvole, nebbia o altri fenomeni atmosferici che detto così perdono tutta la loro poesia...come il giorno nuovo e il giorno vecchio se lo descrivi tecnicamente con numeri sempre più elevati.

 

Tutta questa tiritera per dire che non voglio illudermi di qualcosa rivestito di nuovo, con un abito troppo fragile appiccicato con spille da balia che salteranno alle prime difficoltà.
Voglio che il vestito vecchio sia ben foderato, magari sgualcito dai ricordi, stropicciato dalla vita vissuta, ma resistente, che mi copra dal freddo e dalla pioggia, e che all'occorrenza diventi leggero e invisibile...come le novità, che ci fanno sognare tanto perché somigliano alle cose belle del passato.

 

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Massimo Lerose
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commenti

Irene Chinappi 01/03/2010 18:19


te lo spedisco


Massimo 01/03/2010 17:49


Cara giornalista pericolosa...concordo in pieno e ti annovero ufficialmente tra gli scrittori pericolosi...a proposito...dove lo posso trovare in internet il tuo ultimo racconto?


Irene Chinappi 01/03/2010 16:36


Caro scrittore pericoloso, odio scandire il tempo con date e numeri, detesto il conto alla rovescia dell'ultimo dell'anno perché non gli attribuisco nessun significato. Ma credo, fermamente, che la
vita sia un unico flusso, un libro in cui alcune pagine scorrono veloci, ti emozionano fino a strozzarti la gola, altre sono lente, riflessive, complesse. E voltarle non richiede affatto lo stesso
tempo per tutte. Il conto alla rovescia non è contemplato. Il bello è che non sai mai cosa succederà in quella successiva ma hai la consapevolezza che qualsiasi cosa accada avrà un filo logico con
le pagine precedenti. Magari tra poche righe c'è il colpo di scena. Che cambia il corso del romanzo. Poi ti ritrovi 50 pagine dopo e ti sembra che la storia si sia capovolta. Succedono cose che non
puoi nemmeno immaginare. Questa è la vita.
Se poi ti accorgi che quel che stai leggendo è vecchio vestito di nuovo ti consiglio di cambiare autore. È un poco di buono.


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  • : Blog di Massimo Lerose
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  • : Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!
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Profilo

  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."