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11 febbraio 2011 5 11 /02 /febbraio /2011 10:08

Metereopatico. Forse sì.

Sarà pure che odio le prese per il culo. Se su internet dice che a Terracina c'è il sole in questo momento.... c'è il sole! Credo in internet come mia zia crede nella televisione e mia nonna credeva nei preti. Mistero della fede.

Se però c'è scritto sole e alzando la serranda sembra di stare in un incubo padano mi rode. E divento nostalgico. 

Metereopatico? Forse sì.

E allora somatizzo 'sto tempo schifoso e mi viene il mal di gola. Niente paura, però. C'è il metodo Mariolino (che papà a Dottor House gli fa il culo quando gli pare e piace!): sciacqui con acqua ossigenata.

Spremo tre volte la boccetta, tre fiotti gassosi nel bicchiere preso coi punti della Granarolo, quelli blu. Aggiungo un po' d'acqua del rubinetto e comincio. E mentre sono lì, a testa in su, gorgogliando bollicine che non sanno di champagne, mi sovvengono sensazioni ataviche, ricordi fanciulleschi e ho voglia di sputarli fuori... ma anche di sputare l'acqua ossigenata nel lavandino, senza sporcare sennò mamma fa il culo a me, Mariolino e Dottor House messi insieme.


La vasca mi sembra immensa. Ci stiamo in tre: io, mio fratello Lucio che gioca con una barchetta e quel gigante di mio padre. Gli arrivo al fianco, proprio dove ha un grosso neo che mamma dice sempre "di farsi vedere". Boh, io lo vedo... forse perché sono a quell'altezza.

Finito il bagnetto si passa all'operazione asciugatura: accappatoio, mamma mi mette sulla lavatrice e dice di non muovermi. Ho bisogno di coccole. Ho mal di gola. Col cappuccio calato sulla testa riccioluta mi appoggio allo stipite del mobiletto del bagno, quello con lo specchio. La mia tempia di carne contro il suo spigolo di legno. Come fosse la carezza di nonno, rude ma sincera. Mi riprometto di farlo sempre, anche da grande. Come la carezza che mi faccio prima di addormentarmi. Mi voglio bene e me lo devo dimostrare. 

 Vedo mio padre che fa una strana operazione. Ha una boccetta bianca col tappo blu in mano. Spruzza qualcosa dentro il bicchiere di carta e poi ci aggiunge l'acqua. Mezzo pieno. Mamma intanto mette la sedia davanti il lavandino, poi mi ci mette sopra. E inizia a passarmi il phon fra "gli indomabili". E lì si crea un'altra magia, una sensazione di benessere familiare, l'avvolgimento materno. Caldo e freddo che si incontrano e si abbracciano. Brividi.

Finito col phon, tocca alla gola. Papà mi insegna come fare quegli strani versi con l'acqua in bocca, come muovere la testolina di qua e di la in modo che le placche vadano via. Sembra la gassosa che ho bevuto al compleanno mio cugino. Però questa si sputa. Piano, sennò mamma s'arrabbia, ma si sputa.

Fuori c'è nebbia. Fa freddo. Ho mal di gola e i capelli ancora umidi. Ma bastano piccole cose per farmi sentire bene. L'acqua ossigenata, lo stipite del mobiletto del bagno e il calore di casa mia.

 


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Massimo Lerose
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  • : Blog di Massimo Lerose
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  • : Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!
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Profilo

  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."