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23 gennaio 2012 1 23 /01 /gennaio /2012 12:35

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Che uno poi ci scherza ma in fondo dice la verità.

Facciamo questo mestiere non tanto perché è l'unico che in realtà siamo in grado di fare, ma soprattutto perché la vita è così piena di sapori, immagini, suoni, emozioni che se non ce lo dicono degli scrittori, degli attori, dei giornalisti, dei musicisti, dei fotografi è come se assaggiassimo tutto sciapo, vedessimo tutto in bianco e nero, ascoltassimo tutto a basso volume e vivessimo una vita così piatta o sotto il livello del mare che la depressione del Mar Caspio al confronto sarebbe un martedì grasso.

Che uno poi ci scherza ma in fondo dice la verità.

L'incipit è una cosa fondamentale.

In una storia l'attacco è tutto.

"Che uno poi ci scherza ma in fondo cie la verità" è un incipit.

L'incipit di Incipit, la prima edizione del Festival Incipit.

Una prima volta che non si scorderà mai.

Non solo per la buona riuscita, grazie all'organizzaione della premiata ditta Leaci-Giannasi, alla partecipazione degli autori finalisti al Premio Nabokov, al pragmatismo mediatico di Damiano Celestini, ma anche di tutto il contorno. E non ho usato una parola a caso.

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Il contorno è fatto di balle di fieno portate dal vento dell'est italico nella pizza gelidamente assolata di Novoli, salento puro, come il negramaro e il primitivo che innaffiava le varie portate, dalle classiche orecchiette alle cime di rapa (che, parlando di classica, è come andare a Salisburgo e non fishciettare "Non più andrai farfallone amoroso") alle autentiche "prime volte", con quel virginale senso di assuefazione all'atmosfera e quella voglia irrefrenabile di assaggiare, come quella dello stufato di cavallo (gli animalisti, il wwf e Marina Ripa di Meana sono pregati di lasciare la pagina). L'atmosfera era quella dei film di Sergio Leone, le note di Morricone rimbalzavano fra le piante d'ulivo e quelle pietre gialle che formavano chiese e case, le prime quasi in numero maggiore, le persone, quasi sempre anziani, che ci guardavano come fossimo i Clint Eastwood di turno, fuori casa con uno scarto già di due gol. 

Mai a pensare che in un posto così ci fosse... un posto così.

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Non è una costatazione razzista la mia.

Anzi... forse è il senso di impotenza che prevale spesso e volentieri.

Ci hanno fatto credere che il sud di qua e il sud di la... 

E invece, senti qua e guarda la.... 

Guarda in che teatro meraviglioso, in che "gioellino" direbbero gli orafi della parola nazionalpopolare, si è svolto il Festival Incipit, in che posto ho letto gli incipit dei miei (primi) tre romanzi APNEA, MALARIA e IL SOLITARIO.

E mentre Alice riprendeva, Veronica fotografava, Giorgio sudava, Andrea pianificava, Eduardo leggeva, Massimo interpretava e Damiano sognava cavalli al galoppo, è nata una squadra che presto racconterà gli incipit, le balle di fieno e, perché no, anche i cavalli di molti posti, vicini e lontani.

Coming soon....

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Massimo Lerose
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  • : Blog di Massimo Lerose
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  • : Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!
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Profilo

  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."