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27 gennaio 2010 3 27 /01 /gennaio /2010 11:40

Una delle cose che più mi ha affascinato sempre de I PROMESSI SPOSI è la presenza di personaggi come gli untori. Quelli che diffondevano la peste, per intenderci.
Personaggi secondari, nascosti, quasi invisibili, ma così dannatamente primari per lo svolgersi dell'intreccio.
Il mio maestro Vincenzo Cerami li chiamava "personaggi tinca", che appaiono giusto il tempo di aiutare i protagonisti a svelare qualcosa o a compiere azioni fondamentali e poi, swish, nuotano verso altri lidi, pinneggiando in acque che debordano dalle pagine in questione.

 

Francesca Santucci è un'untrice.
Non è una giovane liceale nell'anno della sua maturità che scrive racconti e magari arriva pure in finale del Premio Campiello Giovani. No, no... è un'untrice, ma di quelle consapevoli, le si legge negli occhi determinati, nonostante tenti di nascondere il virus che ha dentro dietro il visino timido.
L'ho potuto constatare di persona, com'è giusto fare quando la si vuole conoscere veramente una persona, prima ancora che scrittrice. I suoi compagni di classe, in una maniera o nell'altra, consapevoli o no, sono stati unti, contagiati. Francesca gli ha trasmesso la malattia del pensiero libero. Non che non lo facessero prima, da soli. Ma lo facevano da soli, chiusi magari nelle prorpie camerette a pensare alle cose importanti della vita. Quando si è in classe, in gruppo, in coppia, no. Sembra quasi che abbiano paura questi ragazzi (uso loro per parlare di tutti, ovviamente). E invece l'altro giorno in classe si sono aperti e (ma questo sussurriamolo perché poi i Prof potrebbero prenderla a male...) si è parlato anche di cose serie. Anche, ovviamente!
Francesca ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, a modo suo, scrivendo un racconto, LA STANZA CON LE TENDE ROSSE, che non mi aspettavo così. Così maturo. Così ben strutturato. Così italiano! (nel senso che è scritto grammaticalmente meglio di molti romanzi pubblicati...).
Francesca sfata il mito che il piattume-lerciume televisivo vuol farci passare sui giovani di oggi (ma dicevano la stessa cosa ai nostri fratelli maggiori, ai nostri genitori, ai nostri nonni!), senza obiettivi, senza passioni e senza palle. Francesca l'obiettivo ce l'ha nel mirino, con l'occhio chiuso per centrarlo bene e quello aperto sul futuro, le passioni le scorrono nelle vene come inchiostro di una penna o (modernizziamoci che qui son giovani!) toner per stampante, e le palle per quanto metaforiche possano essere sono grosse così!!!

Vi lascio due link. Il primo dal blog della giornalista Rita Recchia che ha scritto un articolo sulla nostra untrice e il secondo è quello dove poter acquistare il libro dove il racconto di Francesca ha avuto il giusto premio: la pubblicazione.



http://rita-recchia.blogspot.com/2009/04/francesca-santucci-di-nuovo-nella-rosa.html


http://www.ibs.it/code/9788831798433/ragazzi-del-campiello.html

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Massimo Lerose
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  • : Blog di Massimo Lerose
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  • : Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!
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Profilo

  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."