Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
1 dicembre 2011 4 01 /12 /dicembre /2011 10:29

Un libro non lo leggi mai per caso. Figurati tre.

Un libro ti sceglie, di questo mi sembra di averne già parlato. Me lo disse un carissimo amico dopo una lucidissima discussione alcolica. E Antonio Mehiel potrebbe scriverne di trattati a riguardo. Lucidi. Alcolici. Ma non trilogi. Un tipo da monologo.

Un libro ti sceglie, ti annusa, ti riconosce, poi ti punta e tu, zac, sei fregato. Come con quella donna dagli occhi fintamente socchiusi nella timida dolcezza tra uno scaffale di Culinaria (che poi ci frega pure la parola, diciamocelo) e uno dei Lirici Greci (che te lo dovresti chiedere chi cazzo entra da Feltrinelli e prende in mano le poesie di Alceo... ma la culinaria prende il sopravvento, capisco...). Quella donna che ti sembra di aver scelto. L'hai vista, l'annusi mentre fingi di interessarti a Saffo (ma forse perché ti ricordi che su Youporn c'era una cosa simile e ti piaceva...) , fai finta di riconoscerla come se nella tua vita avessi visto solo lei, la punti e, zac... sei fregato.

Non l'hai scelta tu, ovviamente. Ti ha scelto lei. Come il libro.

Tu sei entrato in libreria. Ma può capitarti anche in casa, in uno di quegli scaffali che per noi allergici ai famigerati acaridellapolvere sono come l'aglio per i vampiri o Alceo per Youporn.

Insomma, sei davanti a dei libri. Ovunque tu sia. 

Ne vedi un po'. Scegli. Cioè, lui ti ha scelto e ti ha indotto a prenderlo, facendoti credere che tu abbia deciso... povero fesso!

Come con la donna. Questione di chimica, dicono alcuni. Questione fisica, dicono altri. No, signori e signore, questione arbitraria. 

Lui, quel fottuto parallelepipedo di carta, ti ha scelto.

 

Mi ha scelto un mattone ultimamente. Beh, oddio, son passati pure 6 mesi, di quelli, poi, in cui veramente ti capitano tantissime cose importanti. Quei sei mesi in cui provi a costruire delle cose. Delle case. E allora ti servono i mattoni. Probabilmente quello stronzo del mio inconscio ha strizzato l'occhietto al mattone di cui sopra, proprio nel bel mezzo della Fiera del Libro di Torino. Quindi il Mattone (ora, con la maiuscola mi sa più di amico) non è che fosse solo come un Alceo qualunque davanti al suo Youporn. Piuttosto era un fottutissimo mattone in mezzo a Manhattan. 

la-trilogia-di-fabio-montale-di-jean-claude-i-L-8thfmq.jpegIl Mattone in questione ha il nome del Costruttore e anche delle tre piccole case che ha costruito e in cui io mi ci sono infilato senza suonare campanelli e fanculo alla proprietà privata!

Jean-Claude Izzo. La Trilogia di Fabio Montale. Casino totale - Chourmo -Solea.

Un libro non lo finisci mai per caso. Figurati tre.

Un libro sceglie quando vuole essere letto, dove essere riposto, il segnalibro che ne accarezzerà le pagine e, soprattutto, quando vuole essere finito, lasciandoti solo impresse le sue parole, il suo profumo, il rettangolo di polvere nel luogo in cui lo lasciavi gelosamente.

Come con una donna. Le sue parole, il suo profumo e le lenzuola sgualcite a forma di fossile dove la vedevi dormirti accanto.

La Trilogia di Fabio Montale l'ho scoperta per caso, a maggio, a Torino.

L'ho portata (in realtà me l'hanno portata a Terracina con un treno insieme a tanti altri libri che avevo comprato, ma non scelto!, perché in aereo un altro po' non ti fanno salire neanche a te.... più che un low-cost, è un no-cost!) a casa e l'ho messa lì sul tavolino insieme a tanti altri libri, più o meno mattoncini. 

Non è stato il primo che ho letto una volta tornato. Ne avevo da finire uno, poi è subentrato uno che mi incuriosiva, ma... alla fine il Mattone si è fatto scegliere. E ho cominciato...

Nel mentre.

Nel mentre mi entravano in circolo le parole schiette, le sensazioni mediterranee e i contenuti densi come certi piatti che descrive, Izzo mi sembrava sempre di più Lerose e il suo Fabio Montale assomigliava incredibilmente al mio Eduardo Scarpa. Con le dovute e ovvie e sacrosante e grazieadio differenze. No paragony, Sì Party.

Sarà stato l'amore incondizionato, quello che nessuna donna che "ti sceglie facendoti credere che hai scelto" potrà mai pretendere, perché senza condizioni, l'amore, dicevo, con il quale l'ex poliziotto Fabio Montale descrive la sua Marsiglia. Come Scarpa con Terracina.

Sarà che quel mare è il mio stesso mare: mio, suo... nostrum insomma. Sarà quell'amore per la musica, i film, i libri che ci hanno formato che rispuntano fuori come funghi in un sottobosco di emozioni che solo chi ha coraggio rende visibili agli altri, denudandosi di facciate di cartapesta raggrinzita dalla falsità. Montale vive l'amicizia come Eduardo Scarpa e, ci giurerei come la viveva il compianto Izzo e, qualche giorno dovrò chiederglielo, come Massimo Lerose. Amicizia totale.

Sarà che quella trilogia l'ho letta mentre ero "all'ultimo mese di gravidanza" del mio Il Solitario, il terzo della serie. Sarà che la sto finendo proprio questi giorni in cui il mio ultimo romanzo uscirà in tutte le librerie d'Italia.

Ma è soprattutto l'emozione di vedere completato un ciclo durato sei anni, dalla prima stesura di Apnea alla pubblicazione de Il Solitario, passando per Malaria, tre Saloni del Libro di Torino, due Terracina Book Festival, un Festival "Parole Erranti" di Calabria, e ancora presentazioni in tutto lo stivale, da nord a sud, trasmissioni tv, Caterpillar su Radio2, autografi, dediche, critiche, elogi e pacche sulle spalle.

Quell'emozione che riscontro in ogni lettera calcata sulla tastiera da Jean-Claude Izzo e, perché no, anche da chi vi scrive sperando, come è ovvio, di essere letto.

Un libro non lo scrivi mai per caso. Figurati tre!

file-unico-COPERTINA-SOLITARIO.jpg

Condividi post

Repost 0
Massimo Lerose
scrivi un commento

commenti

Presentazione

  • : Blog di Massimo Lerose
  • Blog di Massimo Lerose
  • : Meglio stare all'Indice che al medio... Scrittori Pericolosi, non scrittori fottuti!
  • Contatti

Profilo

  • Massimo Lerose
  • Massimo Lerose nasce nel 1978.
E' attore, regista e scrittore.
Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio".
Per alcuni è un "talento sprecato".
Per pochi è semplicemente Massimo.
La sua casa è il mondo.
Il suo mondo è Terracina."
  • Massimo Lerose nasce nel 1978. E' attore, regista e scrittore. Per molti dovrebbe trovare un "lavoro serio". Per alcuni è un "talento sprecato". Per pochi è semplicemente Massimo. La sua casa è il mondo. Il suo mondo è Terracina."